L’accesso alla composizione negoziata non rende automaticamente regolare un’impresa che presenta debiti contributivi.
Il tema è particolarmente delicato quando il DURC è indispensabile per continuare rapporti commerciali, partecipare a gare o mantenere determinati contratti.
Il Tribunale di Arezzo ha chiarito che, nella composizione negoziata, non opera un divieto generale di pagamento dei debiti anteriori.
Per questo la procedura non determina, da sola, una condizione di regolarità contributiva e le misure protettive o cautelari non possono essere utilizzate per ottenere dal giudice un DURC in assenza dei requisiti previsti dalla normativa.
Non è sufficiente neppure che il piano preveda il futuro pagamento integrale dell’INPS: la regolarità deve sussistere concretamente nel momento in cui viene richiesta.
Per l’impresa il punto operativo è quindi molto chiaro: se il DURC è necessario per proseguire l’attività, occorre rimuovere la causa ostativa oppure raggiungere rapidamente una soluzione, ad esempio attraverso una rateazione del debito contributivo che consenta il rilascio del documento.
La composizione negoziata può proteggere le trattative e favorire il risanamento, ma non sostituisce i requisiti necessari per ottenere la regolarità contributiva.
Un ulteriore profilo operativo della procedura riguarda i rapporti con l’Amministrazione finanziaria: vedi l’approfondimento sulla proposta formale di transazione fiscale nella composizione negoziata.
Fonte: Tribunale di Arezzo, ordinanza 6 agosto 2026.
Pubblicato originariamente sui canali social dello Studio il 03/10/2026. Contenuto originale.