L’Agenzia delle Entrate può confrontare i pagamenti elettronici ricevuti tramite POS con fatture elettroniche e corrispettivi trasmessi.
Se emerge uno scostamento, può arrivare una lettera di compliance con il dettaglio delle differenze rilevate.
Questo non significa automaticamente evasione: se i dati sono errati o lo scostamento ha una spiegazione documentabile, il contribuente può fornire chiarimenti e documentazione, anche tramite Civis e con l’assistenza del proprio professionista.
Se invece l’anomalia è reale, è possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, correggendo eventuali omissioni e beneficiando della riduzione delle sanzioni.
Il punto operativo è semplice: oggi il POS non è soltanto uno strumento di pagamento, ma anche una fonte informativa che il Fisco può confrontare con quanto risulta fiscalmente certificato.
Meglio quindi verificare periodicamente la coerenza tra incassi elettronici, fatture e corrispettivi prima che sia l’Agenzia a segnalare la differenza.
Fonte: Il Sole 24 Ore – NT+ Fisco, Marco Mobili e Giovanni Parente, 30 settembre 2026. Compliance Corrispettivi FatturaElettronica RavvedimentoOperoso
Pubblicato originariamente sui canali social dello Studio il 01/10/2026. Contenuto originale.