Commercialista per
Tecnici Sanitari

Dalla scelta del codice ATECO più adatto alla gestione dei contributi nella Gestione Separata INPS, fino al regime forfettario: la consulenza pensata per chi esercita una professione tecnico-sanitaria, a tempo pieno o come attività aggiuntiva.

Domande frequenti

Le risposte ai dubbi più comuni di chi lavora (o vuole iniziare a lavorare) come infermiere libero professionista

No — e chi è dipendente SSN deve fare un passo in più prima ancora di aprire la partita IVA. Il professionista sanitario che intende esercitare la libera professione deve essere in possesso di partita IVA, iscriversi alla Gestione Separata INPS e munirsi di copertura assicurativa per l'attività libero-professionale. Chi lavora come dipendente nel SSN deve inoltre ottenere l'autorizzazione preventiva dalla propria azienda sanitaria prima di avviare qualsiasi attività privata: la proroga del vincolo di esclusività non è automatica. Il Decreto Milleproroghe ha confermato la deroga al vincolo di esclusività per tutto il 2026, consentendo al personale delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di esercitare la libera professione al di fuori dell'orario di servizio. C'è poi un adempimento che molti scoprono tardi: tutti gli iscritti agli albi delle professioni sanitarie TSRM e PSTRP titolari di partita IVA — da tecnico di laboratorio a igienista dentale, da audiometrista ad audioprotesista, da dietista a terapista occupazionale — sono obbligati a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni sanitarie erogate a privati, con sanzione di 100 euro a comunicazione omessa.

No, se sei in regime forfettario. Ma attenzione alla prestazione occasionale. In regime forfettario la ritenuta d'acconto non si applica e non va esposta in fattura. Vale però una regola spesso ignorata: l'Agenzia delle Entrate ha ribadito il divieto di utilizzo della prestazione occasionale per gli iscritti ad albi professionali, con la necessità della partita IVA. Chi è dipendente e vuole fare qualche prestazione privata sporadica non può usare la ricevuta da prestazione occasionale: serve la partita IVA, anche per un solo paziente all'anno. Sulle fatture ai pazienti superiori a 77,47 euro va apposta la marca da bollo da 2 euro, essendo le prestazioni sanitarie esenti IVA.

Fattura cartacea o PDF per i pazienti, elettronica per le strutture. Il divieto di fatturazione elettronica tramite SDI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie è diventato permanente con il D.Lgs. 81/2025: non è più una proroga ma la regola definitiva. Per le fatture verso poliambulatori, studi dentistici, strutture private o altri soggetti con partita IVA si usa invece la fattura elettronica ordinaria. La trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria ha cadenza annuale, con scadenza entro il 31 gennaio dell'anno successivo, a partire dalle spese del 2025.

Quasi sempre sì, ma va valutato il caso del doppio lavoro. In regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%, e i contributi si versano alla Gestione Separata INPS nella misura del 26,07%. Per chi ha solo la libera professione il forfettario è generalmente conveniente. Chi è anche dipendente a tempo pieno deve però sapere che la contribuzione alla Gestione Separata sul reddito da lavoro autonomo si somma ai contributi già versati come dipendente: l'aliquota scende al 24% circa, ma si tratta comunque di un costo aggiuntivo da mettere in conto nella valutazione di convenienza dell'attività privata.

Dal 1° aprile 2025 molti codici sono cambiati: verificare il proprio prima di aprire. Dietista, logopedista, podologo, igienista dentale, tecnico audiometrista, tecnico audioprotesista, tecnico ortopedico, tecnico sanitario di radiologia medica (TSRM) e tecnico di neurofisiopatologia usano il codice 86.99.09. Il terapista della neuropsicomotricità dell'età evolutiva usa il codice 86.99.03. Fisioterapista e terapista occupazionale usano il codice 86.95.00. Tutti questi codici sostituiscono i precedenti generici 86.90.21 e 86.90.29 entrati in vigore dal 1° aprile 2025. Chi aveva aperto la partita IVA in precedenza non ha obbligo di aggiornamento immediato, ma è opportuno farlo per correttezza formale e per evitare disallineamenti in caso di controlli.

La storia
Lo studio nasce nel 2013, per iniziativa di Gianni Raffaelli, commercialista e revisore legale dei conti, iscritto all'ordine professionale di Firenze.
La specializzazione
I professionisti dello studio sono specializzati in materie sanitarie, il dott. Raffaelli ha ricoperto e ricopre ruoli in ordini di professioni sanitarie. Attualmente lo studio offre consulenza fiscale, oltre che ai medici ed agli odontoiatri, agli psicologi del circondario Toscano.
I professionisti
I componenti dello studio sono membri di Collegi sindacali, revisori in Società private, e ricoprono inoltre ruoli di controllo in Enti locali economici e non economici. Curatore fallimentare
Curatore fallimentare
l dott. Raffaelli è anche curatore fallimentare e professionista delegato nominato in varie procedure del Tribunale di Firenze; è membro del consiglio direttivo nell'Unione Giovani Commercialisti ed esperti contabili di Firenze.
La storia
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Specializzazione
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I professionisti
I componenti dello studio sono membri di Collegi sindacali, revisori in Società private, e ricoprono inoltre ruoli di controllo in Enti locali economici e non economici. Curatore fallimentare
Curatore fallimentare
l dott. Raffaelli è anche curatore fallimentare e professionista delegato nominato in varie procedure del Tribunale di Firenze; è membro del consiglio direttivo nell'Unione Giovani Commercialisti ed esperti contabili di Firenze.

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