Commercialista per
Odontoiatri e Studi Dentistici
Gestione della Cassa ENPAM, contabilità per studi con dipendenti, investimenti e attrezzature. Il supporto fiscale pensato per chi gestisce uno studio dentistico.
Domande frequenti
Le risposte ai dubbi più comuni di chi lavora (o vuole iniziare a lavorare) come infermiere libero professionista
Basta aprire partita IVA per essere in regola?
No. L'iscrizione all'ENPAM è obbligatoria per tutti i professionisti presenti negli Albi degli odontoiatri, e comporta il versamento di due tipi di contributi: la Quota A, fissa e obbligatoria per tutti gli iscritti indipendentemente dal reddito, e la Quota B, calcolata sugli effettivi redditi derivanti dalla libera professione. C'è poi un secondo adempimento che molti scoprono tardi: i dati delle spese sanitarie dei pazienti devono essere trasmessi ogni anno al Sistema Tessera Sanitaria (STS), il canale che alimenta il 730 precompilato. La sanzione per omessa o tardiva trasmissione è di 100 euro per ogni comunicazione, fino a un massimo di 50.000 euro.
Devo applicare la ritenuta d'acconto sulle mie fatture?
No, se sei in regime forfettario. Ma c'è un errore molto più frequente tra i dentisti: dimenticare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture ai pazienti. Le prestazioni odontoiatriche sono esenti IVA, e per le fatture esenti superiori a 77,47 euro il bollo è obbligatorio: la sua omissione comporta sanzioni dal 100% al 500% dell'imposta. Il bollo va indicato in fattura e va incluso anche nell'invio al Sistema Tessera Sanitaria, perché per il paziente è detraibile.
Cosa devo scrivere in fattura e come la emetto?
Le prestazioni sanitarie verso i pazienti non possono essere fatturate elettronicamente tramite il Sistema di Interscambio (SDI): il divieto è ora permanente e strutturale, a tutela della privacy. Si usa sempre fattura cartacea o PDF. La fattura elettronica è invece obbligatoria verso strutture sanitarie e altri soggetti con partita IVA, e in quel caso va indicato anche il contributo integrativo ENPAM del 2%. I dati delle fatture ai pazienti vanno poi trasmessi al Sistema TS: a partire dalle spese del 2025, la trasmissione è annuale con scadenza entro il 31 gennaio dell'anno successivo, non più semestrale.
Il regime forfettario conviene sempre?
Non sempre, ed è il punto dove i dentisti perdono più soldi. Il regime forfettario non permette di scaricare alcun costo accessorio ad eccezione dei contributi versati: affitto dello studio, riuniti, strumentazione, materiali, segreteria — tutto escluso. Se un odontoiatra ha uno studio proprio ed è soggetto a spese rilevanti che potrebbe dedurre, il regime ordinario può essere più vantaggioso. La valutazione dipende dal volume di costi reali: con spese elevate, la deduzione analitica in regime ordinario può abbattere l'imponibile molto più del 22% forfettario previsto dal coefficiente di redditività.
Quale codice ATECO devo usare?
Il codice è uno solo e non lascia margine di errore: il codice ATECO per il dentista è il 86.23.00 ("Attività degli studi odontoiatrici"), con un coefficiente di redditività del 78% in regime forfettario. L'unica attenzione riguarda chi collabora con uno studio altrui o con una SRL odontoiatrica di famiglia: il forfettario è compatibile con la fatturazione verso una SRL, ma superato l'85.000 euro di fatturato si decade dal regime agevolato, con possibilità di rientrare non prima di due anni. Una pianificazione preventiva evita brutte sorprese a metà anno.
La storia
Lo studio nasce nel 2013, per iniziativa di Gianni Raffaelli, commercialista e revisore legale dei conti, iscritto all'ordine professionale di Firenze.
La specializzazione
I professionisti dello studio sono specializzati in materie sanitarie, il dott. Raffaelli ha ricoperto e ricopre ruoli in ordini di professioni sanitarie. Attualmente lo studio offre consulenza fiscale, oltre che ai medici ed agli odontoiatri, agli psicologi del circondario Toscano.
I professionisti
I componenti dello studio sono membri di Collegi sindacali, revisori in Società private, e ricoprono inoltre ruoli di controllo in Enti locali economici e non economici.
Curatore fallimentare
Curatore fallimentare
l dott. Raffaelli è anche curatore fallimentare e professionista delegato nominato in varie procedure del Tribunale di Firenze; è membro del consiglio direttivo nell'Unione Giovani Commercialisti ed esperti contabili di Firenze.
La storia
Lo studio nasce nel 2013, per iniziativa di Gianni Raffaelli, commercialista e revisore legale dei conti, iscritto all'ordine professionale di Firenze.
Specializzazione
I professionisti dello studio sono specializzati in materie sanitarie, il dott. Raffaelli ha ricoperto e ricopre ruoli in ordini di professioni sanitarie.
I professionisti
I componenti dello studio sono membri di Collegi sindacali, revisori in Società private, e ricoprono inoltre ruoli di controllo in Enti locali economici e non economici.
Curatore fallimentare
Curatore fallimentare
l dott. Raffaelli è anche curatore fallimentare e professionista delegato nominato in varie procedure del Tribunale di Firenze; è membro del consiglio direttivo nell'Unione Giovani Commercialisti ed esperti contabili di Firenze.
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